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Una storia di cronaca

Apocalypse Now: per davvero.

di Alberto Vallini

Alberto Vallini nasce nel 1988 a Modena, da genitori musicisti. Scrive racconti, poesie, canzoni, soggetti e sceneggiature per cinema, TV e teatro sin dalla tenera età. Diplomato in Sceneggiatura Cinetelevisiva a Roma nel 2017, è sposato e padre dal Settembre 2018. Altre sue passioni sono la buona cucina, la fotografia e i viaggi.


Sembra la pubblicità di un sensazionale film dell’orrore di prossima uscita nei cinema. Invece è realtà, cruda realtà. 


Quella che era una comune notte d’estate, con qualche grado sopra la media e zanzare a interrompere i sonni dei modenesi, si è trasformata tutto a un tratto in un’Apocalisse. 


Un black-out elettrico ha lasciato l’intera area cittadina al buio. E in mano ai vandali, che hanno colto l’occasione per “arraffare” quanto di valore possibile. 


Gioiellerie, centri commerciali, punti vendita gestiti da varie catene in franchising presi d’assalto e svuotati. Stessa sorte è toccata a banche e istituti di credito, dove sono stati “spazzolati” via risparmi di intere vite, stipendi, pensioni, titoli al portatore fino ad arrivare ai caveau e alle cassette di sicurezza. Saccheggiate anche le riserve cittadine di rame. Rivolte al carcere S.Anna, dove hanno trovato la morte ben dodici agenti di polizia e un numero imprecisato di detenuti, e al reparto psichiatrico dell’Ospedale di Baggiovara, dove si registrano almeno quaranta degenti fuggiti.


Presi d’assalto anche uffici comunali e statali, dove sono stati distrutti computer e attrezzature di lavoro e rubate centinaia di documenti privati cartacei.


La città è un cimitero a cielo aperto: cadaveri di persone di ogni età, estrazione sociale e nazionalità sparsi in ogni angolo. La morte non fa differenze. 


L’energia elettrica è saltata a mezzanotte di martedì, per poi ritornare 10 ore dopo. E ci vorranno centinaia di ore, centinaia di migliaia di euro e migliaia di persone, tra Protezione Civile, forze dell’ordine e volontari, per ripristinare la città come era conosciuta fino a 48 ore fa.


Le istituzioni sono in silenzio stampa ed è caccia aperta ai colpevoli. I sospettati principali sono gli attivisti dei centri sociali locali e i frequentatori dei club di boxe clandestina formatisi di recente in città, i quali già si erano resi noti nelle settimane precedenti con atti di vandalismo e scritte minacciose lasciate sui muri cittadini. Nomi non ve ne sono ancora, e alcuni temono che questo sia soltanto l’inizio. L’inizio del film dell’orrore più spaventoso mai visto a Modena, e in generale in tutta Italia e nel mondo, un film che Dario Argento non avrebbe mai potuto concepire. Perché questo film è reale.