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I racconti dello scontrino

La missione

di Rosaria Leonardi

Scrivo da quando, dopo pianti interminabili, ho imparato come tracciare le gambette delle enne e delle emme e ho capito che scrivere era una cosa che mi piaceva proprio assai. Dopo storie di fate, principesse ed eroine e dopo una capatina irriverente nel mondo delle fanfiction, ho abbandonato la scrittura creativa per dedicarmi alla saggistica (faccio lo storico) fino a che, meno di un anno fa, ho pensato che la parte destra del mio cervello avesse un gran bisogno di uscire dal letargo e darsi un tantino da fare. Da allora ho scritto un romanzo e alcuni racconti, ho partecipato a contest e concorsi e sono appena riuscita a pubblicare un racconto in una miscellanea edita da Historica edizioni.


"Compagni, l’ora è giunta". I cinque guardavano trepidanti il loro leader assiepato su uno scatolone vuoto di biscotti ai cereali. I loro occhi neri e le loro piccole orecchie tonde tremavano di attesa. "Tu e tu", ordinò, rivolgendosi ai primi due del gruppo, quello dal mantello scuro e folto e quell’altro dai baffi lunghi e fini. "Al mio segnale, posizionatevi nella parte posteriore del reparto bottiglie". I due annuirono con convinzione. "Tu", disse verso quello con il corpo slanciato e magro. "Tieniti pronto a scattare dalla ‘frutta e verdura’ verso il banco frigo. E tu - continuò, rivolgendosi al compagno un po’ grassoccio - preparati a una manovra diversiva in caso di nemici". Entrambi fecero un cenno deciso con il capo. "Tu - e mi indicò con aria truce - nasconditi dietro il bancale dei crackers in offerta. Al mio segnale corri verso il bancone del ‘taglio e peso’. I tuoi compagni saranno dietro di te". Mi sentii investito di una grande responsabilità. Il banco dei formaggi. Il nostro obiettivo. "Io rimarrò nelle retrovie e vi darò ordini. E ora… ANDATE!". In pochi secondi scattammo verso le posizioni concordate, ma uno squittio improvviso si udì nel silenzio. Il compagno magro e slanciato era stato catturato e ferito e quello dal pelo scuro e folto era riuscito a fermarsi appena in tempo. Il compagno grassoccio nulla aveva potuto. "Ritirata! Ritirata!", sentii alle mie spalle. Fuggimmo di corsa verso il nostro capo. Maledette trappole. Missione fallita. Ma ci riproveremo.