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Lettere d'amore

Lettera ad Andersen

di Loretta Del Tedesco

Sono nata a Sacile nel 1983. Ora vivo a Fontanafredda. Dopo la Laurea Magistrale in Filosofia, ho ripreso a scrivere con regolarità. Quando ne ho l'opportunità, mi piace seguire Corsi di Scrittura Autobiografica e Creativa.

Copenhagen, 8 giugno 2019

Carissimo Jean Christian,

non ci siamo mai incontrati, eppure oggi sento il forte desiderio di scriverti una lettera d'amore.
Forse ti chiederai come si possa provare un sentimento così profondo per una persona sconosciuta.
Sai, la Vita mi ha insegnato che le autentiche storie d'amore iniziano sempre con un grazie detto a colui che ci ama, per averci fatto diventare persone migliori.
Ed è proprio ciò che hai fatto tu scrivendo la tua fiaba più celebre: La Sirenetta.
Infatti anch'io, proprio come la tua eroina letteraria, ho un corpo di donna e le gambe
imprigionate (ma non in una coda di pesce, bensì in una sedia a rotelle).
C’è stato un periodo in cui arrivai a odiarla; se l’ho superato è stato anche merito dello studio e della lettura di romanzi le cui protagoniste sono donne che hanno saputo trasformare la loro quotidianità, attraverso la metafora della Sirena.
E così ho fatto anch'io.
A questo punto, ti devo confessare che c'è stato un tempo in cui hai avuto un rivale: Walt Disney.
Non puoi negare infatti che lui abbia saputo riproporre la tua fiaba in chiave più positiva: non è forse vero che Ariel alla fine trova il suo Principe e se lo sposa pure?
Tuttavia in questo ultimo periodo mi sento molto più vicina alla tua Sirenetta.
Infatti, così come lei cristallizza il suo corpo, allo stesso modo io ho imparato a cristallizzare il mio amore verso l'uomo che, con la sua dolcezza e la sua inconfondibile risata contagiosa, mi ha insegnato a non aver paura dell'acqua, quel liquido che, a detta di tutti, dovrebbe rendermi più leggera e quindi meno rigida e dolorante e che, invece, prima d’incontrarlo, odiavo con tutte le mie forze.
Ma chi ha gioito maggiormente è stato il mio cuore che, per la prima volta, ha saputo vivere questo sentimento nel momento presente, senza immaginare (im)possibili scenari futuri.

Anche per questo ti sono profondamente grata!

Tua per sempre,

Ariel

P.S.: Ho usato il nome dell'eroina del tuo rivale perché non mi risulta che la tua ne abbia mai avuto uno.