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Una storia di cronaca

Bologna: Apre un negozio all’insegna del “baratto gentile”

di Chiara Savignano

Chiara Savignano, mantovana, giornalista pubblicista, social media manager e copywriter freelance. Collabora dall'estate del 2014 con il settimanale "La nuova Cronaca di Mantova". Laureata in giurisprudenza all'Università degli Studi di Parma. Parla inglese, spagnolo e francese. Hobby? Suonare il pianoforte, danzare, andare a teatro e seguire il calcio.


“Regalo sogni e acquisto delusioni”. Una insolita insegna campeggia sulla vetrina di un negozio in centro a Bologna. I passanti, attratti da questo curioso slogan, scrutano l’ambiente. All’interno si intravede un arredamento scarno ed essenziale: due sedie, una poltroncina e una scaffalatura in legno. Nulla è appeso alle pareti. Nessun tappeto a coprire il pavimento. Nelle ore di punta si crea una discreta fila fuori dal negozio, ribattezzato dai bolognesi “il negozio incantato”. Nessuna inaugurazione ufficiale, nessuna pubblicità. Ad accogliere le persone, da circa un paio di giorni, una signora sulla sessantina, vestita in modo sobrio e curato. “Un luogo magico” grida Umberto, sulla cinquantina, appena uscito dal negozio con gli occhi ancora lucidi.“Sensazionale” gli fa eco Lucilla, studentessa universitaria.“Meglio di una seduta scaccia lacrime con la mia migliore amica”, rincara Lucrezia, donna in carriera sulla quarantina. Cosa avrà di tanto speciale questo luogo da indurre persone di tutte le età a mettersi pazientemente in fila e attendere il proprio turno? “Si metta comoda”, sussurra Elvira, la titolare di questa insolita bottega. Incenso acceso e la guida dei sogni in vista. “Un spazio senza tempo né tempi, un luogo in cui le persone possono sfogarsi ed esternare delusioni quotidiane, guardando negli occhi qualcuno in carne e ossa”, spiega Elvira. Una sorta di concorrenza ai social network. “Una volontà di recuperare il lato buono delle persone”, precisa la titolare. Il tutto in cambio di un sogno. “Ognuno di noi custodisce gelosamente un sogno e, magari per vergogna, fa fatica a condividerlo; qui, invece, sono proprio io a donare qualcosa di immateriale alle persone. Cosa? Ritornare a credere in loro stesse, capire che ognuno di noi è unico ed è una pietra preziosa”. Ritrovare, quindi, la convinzione, nonostante lo stress. “Il potere di una chiacchierata senza essere giudicati, come se ci si confrontasse con un amico”. Nessun riferimento alla medicina. “Il mio intento non è quello di offrire un servizio clinico di psicologia. Non vi sono tariffe, qualcuno mi ringrazia offrendomi una torta o una dedica, altri mi abbracciano”. Elvira, infatti, lavora da casa ed il pomeriggio lo dedica ai suoi concittadini, grazie a questa iniziativa. “Ero stanca di leggere post tristi sui social, oppure di ricevere messaggi da colleghi in preda al nervosismo. Da queste situazioni è nata la mia idea e al momento i sogni stanno trionfando, proprio come nelle fiabe”. Perché, in fin dei conti, la vita non è altro che una fiaba, con antagonisti, persone amiche, difficoltà e momenti felici. L’importante è saperli cogliere e valorizzare. Proprio come fa Elvira.