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Poesia

Soldato

di Silvia Gandini

Sono Gandini Silvia, nata nel 1986, originaria di Campogalliano, un piccolo paesino in provincia di Modena. Sono docente di scienze naturali e chimica ed effettivamente potrebbe sembrare strana la mia passione per la poesia dato che i miei studi sono stati scientifici, in realtà la poesia mi ha sempre cercato, fin da bambina, quando ero ancora troppo piccola per comprenderla del tutto. Sono l'ultima di cinque fratelli quindi nella mia vita ho sempre dovuto lottare per rincorrere i miei sogni, ma nello stesso tempo ho potuto godere dell'appoggio della mia famiglia in ogni passo della mia vita. Ho frequentato il liceo scientifico e mi sono laureata in farmacia a Modena nel 2011. Successivamente ho incontrato una sfida difficile, una malattia, prima mia personale, poi di un componente della mia famiglia e mi sono scontrata con emozioni talmente forti e difficili da razionalizzare che ho dovuto fare i conti solo con me stessa e nessuno mi poteva aiutare. L'unica cosa che mi avrebbe potuto risollevare era credere nelle mie potenzialità. Con l'appoggio totale di mio marito, ho iniziato così la professione di docente, da sempre il mio sogno. Con questa nuova professione però incameravo anche le emozioni e i sentimenti dei miei alunni, i quali spessissimo hanno trovato in me una figura a cui rivolgersi per consigli e sfoghi. I miei sentimenti interiori sono così cresciuti a tal punto che non si potevano più contenere e la poesia mi ha letteralmente salvato. Infatti quando scrivo ciò che provo e ritrovo quel sentimento negli occhi di chi legge le mie poesie provo una serenità e una sensazione di gioia che è davvero difficile da spiegare a parole.

Soldato che aspetti l'ora della battaglia

consapevole che non ci sarà medaglia,

stringi forte la foto di tuo figlio tra le mani

già senti avvicinarsi la paura del domani.

 

Senza luce nel buio tutto rischia di cadere:

risplendi di coraggio, ci condurrai al futuro.

Ora ti è assai difficile da credere

ma il tuo cuore sussurra "lo giuro".

 

Ad un tratto tutt'intorno l'inferno:

i cannoni risuonano un terrore eterno

i tuoi compagni a terra senza respiro

il gas brucia i ricordi nell'ultimo sospiro.

 

Poi ti risvegli nel tuo caldo letto.

Il tempo ti ha circondato d'affetto

ma gli incubi dentro hai sempre portato:

l'enorme dolore non può essere dimenticato.

 

In un maggio fiorito t'incanti nel passeggiare:

incontri i ragazzi andare a scuola spensierati,

purtroppo in troppi sono annoiati

ignari che è grazie a te se possono sognare.