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Una storia di cronaca

La guerra d'indipendenza Italo-sammarinese

di Riccardo Dalle Crode

Sogna dal 1985. Mentre lavora, pensa a storie che vorrebbe scrivere. Di notte è Batman.


Sconvolgente epilogo nello scontro tra San Marino e Italia, dopo che le elezioni nel Bel Paese hanno visto vincere il partito estremista Rifondazione Impero Romano. In campagna elettorale, l'odierno Presidente del Consiglio Alvise Vima II° ha puntato su l'espansionismo fiscale e se necessario armato, scagliandosi contro lo Stato situato tra Emilia-Romagna e Marche. Il premier, autodichiaratosi Gran Maresciallo dell'Impero, ha messo in dubbio l'indipendenza della Serenissima Repubblica datata 1291 con le parole “Tutti devono pagare l'IVA nel nostro territorio! Inchinarsi e versare o essere defalcati!”. Con la paura di un intervento militare, i due capitani reggenti del piccolo Stato sono venuti a Bruxelles per un confronto con il Parlamento Europeo, chiedendo sostegno economico e aiuto militare a fronte di un possibile scontro. La Comunità Europea priva di membri italiani usciti dall'Unione, dopo aver aperto un dibattito tra gli Stati membri, non ha trovato una risoluzione comune a causa di vecchi e nuovi dissapori. Nel mentre, Vima II° ha affidato ai membri del Ministero degli Affari Illeciti il compito di preparare i documenti per sancire l'annessione del territorio Sammarinese; approfittando dell'immobilismo oltre frontiera, ha ordinato di formare un cordone di mezzi militari sulla linea di confine con San Marino e creare un accampamento da dove controllare le operazioni. Il premier ha posto un ultimatum di ventiquattro ore alla Repubblica: i capitani avrebbero dovuto consegnare le chiavi dello Stato, rinunciando all'indipendenza, in alternativa si sarebbe passati all'aggressione armata. A poche ore dallo scadere dell'avvertimento, senza alcuna risposta dal monte Titano, l'esercito italiano in assetto d'attacco si è disposto in attesa di un cenno del presidente Vima II°, euforico per la gradita soluzione di forza. Poi è giunto il boato, la terra ha cominciato a tremare e lungo il perimetro di San Marino il suolo si è aperto in voragini tra le bocche spalancate dei militari. Metri cubi di terreno si sono alzati in volo spinti verso il cielo da grossi propulsori simili a quelli degli shuttle spaziali. La Serenissima Repubblica, completamente separata dal suolo, ha assestato la direzione verso nord e ha seguito la rotta verso la Svizzera, dove ha ottenuto asilo politico. Il Gran Maresciallo, nel proclama quotidiano sui social, ha parlato di grande vittoria e di riconquista di territorio italiano, mentre testimoni parlano di un uomo iracondo ai bordi del cratere. Questo piccolo Paese ha dimostrato come si difende la propria libertà, diventando il primo Stato indipendente volante nella storia umana.