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I racconti dello scontrino

L'alieno

di Alice Casarini

Alice Casarini ha vissuto per due anni negli Stati Uniti e non si è mai resa conto di essere tornata. Per questo si circonda di parole e immagini in movimento che tengano viva la sua illusione, e poi insegna, traduce e scrive per trasmettere agli altri ciò che l'America ha regalato a lei.


Lo trovarono un placido martedì mattina di giugno, nel reparto giocattoli, nascosto nel cestone dei peluche. Nessuno sapeva come fosse arrivato in quell'Ipercoop a due passi dal mare, né come fosse riuscito a eludere la sorveglianza. Sul corpo aveva i segni di una battaglia recente: chissà quali potenze si stavano sfidando nel luogo che chiamava casa. Di certo lui non era in grado di spiegarlo: emetteva suoni incomprensibili, rannicchiato in un angolo, spaventato dai dipendenti in divisa. Quel buontempone del pescivendolo Piero, mingardiano convinto, provò con "Vut na cicles?", ma ottenne soltanto uno sguardo spaurito. Di certo la creatura aveva bisogno di mettere sotto i denti ben più di una gomma da masticare, ma chissà cosa mangiava. La signora Luisa del reparto panetteria, che aveva tre figli e non si fermava di fronte a nulla, prese in mano la situazione: "Latte e biscotti piacciono a tutti." Aveva ragione: in pochi minuti lo spuntino fu spazzolato via. Restava però il problema di cosa fare con la creatura: non si poteva mica lasciarla lì nel cestone. Fu Paola, la libraia sorridente, a pensare di sfruttare carta e pennarelli. La creatura rimase perplessa per un attimo, poi prese i colori. Con il blu disegnò onde alte e minacciose, con il nero una barca piena di sagome ammassate. Con il rosso una donna in mezzo all'acqua, con sopra un cuore. Mentre cercava il numero del centro di accoglienza, Paola decise che nel frattempo avrebbe tenuto il piccolo con sé.