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I racconti dello scontrino

Spesa notturna

di Ronnie Alberici

Sono solo un romagnolo che adora sognare.


Il mazapégul bloccò la porta di servizio con il suo esiguo peso. - Dai, sbrigati, non abbiamo tutta la notte. Un meticcio di media statura, color nocciola e con quella che poteva sembrare una rudimentale sella con due bisacce ricavate da sacchi di juta, attraversò il varco guardandosi intorno con fare circospetto. - Grazie Olmo, è permesso?. Il folletto non crebbe alle sue orecchie. - Santo cielo, ma quale permesso. Si vede che sei un novellino, Frollo. Il quadrupede si mise a grattarsi un orecchio. - Sono solo educato. Olmo scuotendo la testa in segno di disappunto si chiuse la porta alle spalle. - Bando alle ciance, bel cagnetto educato, abbiamo un lavoro da fare. Fece segno a Frollo di seguirlo. - Scusa, ma che ci facciamo alla Coop nel cuore della notte? Olmo cominciò a riempire le bisacce dell'amico con scatolette di tonno e pacchetti di cracker. - Be', diciamo che in pieno giorno daremmo un attimo nell'occhio e poi oggi è giorno di festa e non ci sono gli scaffalisti notturni, quindi... Frollo emise un quasi impercettibile latrato. Il folletto appoggiò una mano sulla sua schiena. - Senti, non siamo dei furfanti, siamo solo due canaglie che cercano di trovare un posto in questa pazza epoca, non sei d'accordo? Il cane annuì digrignando i denti come se stesse sorridendo. - Chi c'è là?. Esclamò una voce. - Accidenti, la ronda, meglio squagliarsela. Olmo saltò in groppa a Frollo. - Al galoppo! E insieme fuggirono nella notte e verso la libertà che tanto amavano.