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I racconti dello scontrino

Per un pacco Emidio perse spesa e moglie

di Michele Veschi

Nasce nel giugno 1983 a Senigallia (AN). Ha frequentato corsi di scrittura narrativa. Diverse le segnalazioni in premi letterari nazionali e alcuni suoi racconti sono stati pubblicati in varie antologie. Collabora con la rivista di letteratura Euterpe di Jesi (An). Nel 2018 pubblica il suo primo romanzo “Smacco ai cinque cerchi” con Ventura Edizioni. Studioso dei Nativi Americani e amante della loro filosofia. Si diploma nel 2018 Mental Coach professionista presso la scuola Incoaching (Senigallia), con specializzazione l’anno seguente in Parent Coach. Sempre nel 2019 è in uscita il secondo romanzo “L’Arredatore” (Ventura Edizioni).


Un essere umano non va alle riunioni di una Coop per aggiornarsi. Ci va per il pacco di pasta, quello sì, lo tocchi! Di più, si apre e si mangia. È qualcosa avuto gratis e portato in cascina. Alla faccia! Emidio Bertuccoli la pensava così, dopo aver litigato con la moglie, meschina, che non poteva essere presente alla famigerata riunione. “Cosa ci facciamo con uno solo.” Blaterò prima di entrare. Buonasera, la nostra Cooperativa è lieta che siate così numerosi e… niente e, ma o affini. Emidio, inquadrati gli scatoloni che dovevano contenere il regalo, si era stravaccato sulla sedia stile bue con emorroidi, disattivando i padiglioni auricolari. Abbiamo discusso, a differenza di tante altre che non considerano i loro clienti, checché se ne dica dagli slogan, di numeri. E voi, carissimi soci, siete la parte viva, il motore… A quella parola rombante – non solo perché declamata a voce alta – Emidio era di nuovo con l’apparato uditivo senziente. “Il motore l’ho al campo e se non mi fate tornare a casa la moglie mi da per disperso, e se ne trova un altro…” ghignò, che alla fine dei fatti non la considerava un’idea malvagia. Riunione terminata e agognato pacco di pasta in mano, si stava addentrando per ottemperare l’odiata spesa. Solo mancava la lista. Il Bertuccoli tastò le natiche come stesse ballando la Macarena in un monologo non proprio lusinghiero al Padreterno. “Senza spesa, mi tocca cambiare moglie.” Filò diretto al primo corridoio che gli venne: quello degli spumanti. Prosit!