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I racconti dello scontrino

Profumi rivelatori

di Maria Grazia Pacchioni

Una vita arricchita di scrittura, passando dal giornalismo alla comunicazione aziendale, racconta la sua storia come divisa in due fasi: prima e dopo i trenta. Una fiaba noir trasformata dalla musica in allegra filastrocca. Amante del jazz e dello swing, posati carta e penna, canta e balla per passione e, nonostante non riesca a far vivere neppure le piante grasse, ha trovato nelle campagne della provincia il suo habitat naturale.


Riconoscerti è stato un attimo di odore. A lei è bastato avvicinarsi alla vetrina gelata per scegliere tra un branzino e una coda di rospo, mentre io ero ancora preso a interrogare le mie papille su cosa desiderassero per cena, se una crosta di sale o un intingolo alla mediterranea. L’ho vista sbiancare e tapparsi d’istinto la bocca con una mano. Ha afferrato il mio braccio e mi ha trascinato nel reparto dolci: “Oggi niente pesce. Ho voglia di sottaceti”. “Amore, qui non li troviamo di sicuro e poi tu li odi i sottaceti”. “Infatti!”. “Stai bene? Sei molto pallida”. “Riccardo…” e mi ha abbracciato forte come per nascondersi, sprofondando le labbra sotto al colletto della mia camicia. L’ho sentito: il profumo della sua pelle. Non era quello alla vaniglia che si picchietta ogni mattina con i polpastrelli dietro alle orecchie. Sapeva di morbidezza, di latte caldo e biscotti. Mi sono sciolto. L’ho stretta più delicatamente che potevo, sapendo che tra noi due c’eri tu. “Da oggi spesa per tre?”.