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Una storia di cronaca

Corpo a San Vito

di Rosaria Leonardi

Nata e cresciuta a Taranto, ho iniziato a scrivere a otto anni, dopo aver scoperto quanto bella fosse la lettura, e da allora non ho più smesso. Sono una storica freelance, scrivo libri e articoli scientifici ma la narrativa è la mia valvola di sfogo creativa. Ho pubblicato un racconto intitolato "Frammenti" sulla miscellanea "Racconti Pugliesi" edita da Historica Edizioni.


Minuta, stivaletti scuri ai piedi e giacca antivento giallo acceso. La mostra così la sua ultima foto, scattata appena due giorni prima che la sua famiglia denunciasse la sua scomparsa. Ha finalmente un nome il corpo ritrovato, lo scorso giovedì, in località San Nicola, nei pressi dell’Oasi di San Vito. Ventitré anni, Maria Paola Intermite era una volontaria di A-Friend, un'associazione nata appena due anni fa con lo scopo di salvaguardare l’oasi naturale di San Vito.

Maria Paola era uscita di casa alle cinque del pomeriggio per recarsi presso la sede dell’associazione ma, stando alle prime indagini, sembra che la giovane non vi sia mai arrivata.

Il corpo di Maria Paola è stato trovato riverso nella laguna dell’Oasi. Il decesso sembra sia stato causato da un colpo alla testa ma si attendono gli esiti dell’esame autoptico per averne conferma.

La sede di A-Friend è stata perquisita in mattinata e sono stati sentiti familiari e parenti della giovane. Anche i volontari dell’associazione sono stati ascoltati dagli inquirenti. Da alcuni mesi, infatti, A-Friend è attiva per impedire la costruzione di un ecomostro che metterebbe a rischio l’ecosistema naturale dell’Oasi di San Vito. Sembra che, qualche settimana fa, l’associazione abbia anche presentato in procura un esposto in cui denunciava i gravi danni ambientali e i rischi per la salute animale e umana che tale costruzione avrebbe comportato.

«Non si può morire così. Solo per aver fatto del bene», ha detto il portavoce di A-Friend, Gianni Corradi, che abbiamo incontrato davanti alla Caserma dei carabinieri. «Maria Paola era una delle nostre migliori volontarie. Era una biologa. Si stava specializzando in Scienze ambientali. Amava San Vito e si stava battendo, con tutti noi, perché l’Oasi fosse preservata.»

Gli inquirenti al momento non escludono alcuna ipotesi.