<< indietro
Lettere d'amore

A Tyler Durden (Chuck Palahniuk, Fight Club, 1996)

di Monica Trentin

Monica Trentin (Castelfranco Veneto, 1992), dopo il Liceo ha vissuto a Manchester, Inghilterra. Tornata in Italia, ha conseguito la Laurea in Filosofia presso l’Università di Padova con una tesi su Hegel. Attualmente vive e lavora in Spagna, dove ha ottenuto una certificazione in Astronomia. Al suo primo romanzo, Il Tempo dei Luminosi Fili Bianchi (Vertigo, 2013), segue Il Gioco dello Spettro (Caosfera, 2016). In uscita a fine 2019 il nuovo romanzo inedito.

Con la canna della pistola schiacciata in fondo alla gola hai detto: «Non moriremo sul serio». Bleah, il sapore metallico mentre spostavi il tubo con la lingua. Non approveresti questa lettera, perdio, no. Guarderesti la carta con occhi azzurri spalancati e tremolanti e poi il solito sorriso sghembo ti storcerebbe il volto in divertito disprezzo. E questo solo per cominciare, te e quel tuo ingestibile gusto per la teatralità e l’apocalissi… si, probabilmente questa lettera la bruceresti saltellando qua e là, declamando qualche diavolo di nuova verità inconfutabile mentre le mie parole scritte si confondono con il fumo della sigaretta che balla penzoloni tra le tue labbra. Ah, perdio, chi diavolo me lo fa fare? Non inciampo su autolesionismi facili e di gran romanticherie tipo struggersi la vita il cuore il fegato e chissà quanti altri organi per l’amato irraggiungibile io non ne so un bel niente, che si fotta l’amato irraggiungibile dico io, io sto tanto bene come sto, dico io e diresti anche tu. Ma m’han chiesto di scrivere una lettera d’amore, una di quelle infilabili in bottiglie senza nodi da marinaio a trattenerle a riva, e se così stan le regole la bottiglia la lancio tipo razzo a pelo d’acqua con messaggio arrotolato dentro diretto proprio a te, scatenato di un pazzo di un visionario. Se invece di una bottiglia avessi due tre barilotti ti spiegherei che Amore è uno ma Polimorfo con mille facce, scegli quella che più ti piace, le scambi o le usi tutte insieme. Dovrebbe aver vinto quel contest l’Ente più Eclettico con tanto di bottiglia di vino e targhetta ma.…non ho tempo, 271 272 273 parole... tic tac.…BOOM, sei esploso. Ma solo per metà, come per magia, l’ultimo grande effetto di scena prima di lasciare il palco e me con il libretto dell’opera in mano, ma tanto non c’era scritto niente neppure là. Possiamo anche far saltare le cervella a tutti i Tyler Durden del mondo ma scoppieranno sempre per metà, che il resto tanto rimane attaccato al cranio, intuizioni aggrappate alla mente con le unghie che non c’è pallottola o sistema o governo che le gratti via, che grazie a dio son etere oltre che carne e sangue, grazie a dio. Poeta moderno dell’alienazione di quest’umanità plasticante, folle bombarolo delle semplicità perdute, cantautore guerrigliero del risveglio dell’uomo cacciatore-raccoglitore. Non approveresti il mio amore e men che meno lo approvo io. Sai, quel taglietto sul palato che si rimarginerebbe se solo lo lasciassi in pace, ma non posso.