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Una storia di cronaca

La cortesia

di Alice Vidussi

Alice Vidussi è nata in Friuli Venezia Giulia. È laureata in Lingue e Letterature Straniere. Ha conseguito un Dottorato di Ricerca nell'ambito della letteratura di lingua inglese.


Questa mattina è avvenuto qualcosa di insolito a Udine. In una giornata di giugno, un’estate ancora incerta, tutto è cambiato nella società di questa cittadina. Il perché, il come, nessuno lo sa. Sì, proprio qui a Udine, località celebre per il suo tranquillo scorrere del tempo, è scomparsa la scortesia.

Non è chiaro in quale modo sia avvenuta la miracolosa circostanza; è cosa accertata che la sgarbatezza, l’arroganza verbale, la grezzezza, la brutalità dei modi, tutti quegli atteggiamenti che non piacciono molto a chi ha a che fare con le persone sia per lavoro sia per diletto, si sono dissolti nell’aria. Con che conseguenze?

Sarà possibile passeggiare per strada ed evitare che una mamma ci urti col passeggino senza chiedere scusa? L’uomo fermo al semaforo dietro di voi, si asterrà dall’utilizzare il clacson se non partite in fretta e furia? L’anziano eviterà di spingervi con il carrello al supermercato, non appena vi fermerete un attimo alla cassa per cercare il portafoglio?

All’alba una signora di classe, salendo sul suo suv, ha elargito il suo primo, vero sorriso. Lo ha confidato una portinaia che era andata a comprare il giornale per il marito. Mentre attraversava le strisce pedonali, barcollando sulle gambe stanche, un bolide ha inchiodato per farla passare e l’autista le ha addirittura concesso un’espressione gentile.

Tornata a casa, la portinaia accusava ancora lo shock di quell’evento e lo ha raccontato al marito. L’uomo ha aperto il giornale e per la prima volta dopo tanto tempo, non ha più fatto caso alle brutte notizie. Ha rivolto la sua attenzione direttamente alle pagine culturali e sportive.

Altri eventi simili si sono susseguiti nel corso di questa giornata che ha davvero dell’incredibile.

A scuola le lezioni si sono svolte senza il minimo intoppo: gli allievi di ogni età hanno lavorato seriamente senza contestare i docenti; questi ultimi, a loro volta, hanno svolto le lezioni con coscenziosità e pacatezza, senza mai lasciarsi andare all’impazienza.

Negli uffici, gli impiegati stringevano le mani ai colleghi, esortandoli a rilassarsi; non solo: invitavano la clientela a bere un caffé con loro per discutere delle questioni burocratiche con serenità.

E negli ospedali? I pazienti si mettevano in fila con calma nella grande stanza dei prelievi del sangue. Le donne incinte, gli anziani, le persone in difficoltà venivano fatte passare davanti e queste, sollevate, rispondevano con un “grazie” sentito.

È questo lo scenario della società del futuro? Sarebbe auspicabile. Mentre attendiamo di capire cosa sia successo a Udine, assaporiamo gli effetti che questa “malattia” provoca al buon umore.