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Una storia di cronaca

A Piacenza la dignità ha finalmente una casa

di Arianna Torresendi

Mi chiamo Arianna ho 25 anni e faccio la maestra d'asilo. Per me le parole sono il pane quotidiano con i miei bambini. Sono il loro sforzo e il mio sforzo per crescere e dare un nome alle cose e ai sentimenti. Ho pensato fosse bello raccontare a un "supermercato" la nascita di un altro supermercato, ma con delle regole diverse. Mio padre mi ha detto che per scrivere un buon articolo ci sono cinque regole: chi, cosa, quando, dove, perché. Spero di averlo fatto.


“Non uscire senza la lista !" Quante volte tua moglie te lo ha detto, oppure lo ha ripetuto a sè stessa, come un mantra, per non scordare quella cosa importante che è appunto quel pezzo di carta dove una fila di cose attendono di essere comprate. Mentre entri al supermercato o al negozio sotto casa sempre quel pezzo di carta è il tuo fedele compagno, è il tuo Tom Tom che ti guida in mezzo agli scaffali. Ti ricorda le tue necessità e le tue debolezze. Per qualcuno e ultimamente sempre di più, “la lista" l'ha qualcun altro che ha pensato che tu avrai bisogno di un pacco di pasta, di un chilo di zucchero di una scatoletta di tonno. Mentre sei in fila alla sede della Croce Rossa, al mercoledì pomeriggio, piuttosto che in Caritas o all’Auser, forse ti sei ricordato di quando l’avevi, ma hai ricacciato indietro quel ricordo, ringraziando che esista una fila e un sacchetto con dentro delle cose con le quali entrerai da una porta per andare in un posto che chiami casa.

A Piacenza il 18 luglio esisterà invece un luogo dove torneranno ad avere cittadinanza quelle “liste della spesa" dimenticate. Quel luogo si chiamerà EMPORIO SOLIDALE in attesa di trovare un nome meno formale. In Via Primo Maggio 12 quelle stesse Associazioni che preparano i pacchi e sacchetti alimentari hanno deciso di dare la forma di un supermercato a questa nuova modalità di aiuto e sostegno. Lo stanno preparando da un anno, con l’aiuto della Fondazione della Cassa di Risparmio di Piacenza e Vigevano che ha acquistato e restaurato due capannoni in disuso per farne questa nuova casa della Solidarietà. Entreranno lì le persone, le famiglie, attraverso una graduatoria redatta con le solite informazioni: ISEE, Stato di famiglia, iscrizione allo liste di collocamento, lettere di licenziamento etc. Purtroppo anche il bisogno ha un suo campionato. Chi partecipa spera di non vincerlo, di non vedere il suo nome primo per non avere la certezza che a girarsi non troverebbe nessuno come diceva Massimo Troisi. Avranno un badge, una specie di Carta di Credito prepagata, con un punteggio da spendere fra gli scaffali e dovranno fare i conti con le cose che acquisteranno, che anche loro avranno un punteggio che ricorderà il loro valore in quella vita parallela dove sperano di tornare. Ci sarà anche uno spazio bimbi dove volontari e volontarie saranno a disposizione per intrattenerli. mentre mamma e papà fanno spesa, perché in qualsiasi vita “parallela" o “ordinaria" non si riesce a comprare niente anche con una “lista", se c'è qualcuno che ti guarda e chiede “compriamo anche questo?".