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Una storia di cronaca

Cronaca di un raro, piccolo momento di riflessione

di Alessandro Di Mascolo

Figlio della vita e del bicchiere mezzo pieno dal 1983, fatico ogni giorno a tenere i piedi per terra. Scientifico solo per studi, mi arrampico e, dall'alto, mi godo i paesaggi. Costruisco cose e ne suono delle altre. Tra le mille righe solcate nel viaggio da Roma a Casalecchio di Reno inserisco parole e qualcuna me la rileggo più spesso delle altre.


Cosa ho fatto ieri?





Ieri sono stato bene.





Ero in camera, avevo le mani su una tastiera, quella senza le lettere stampate su, stavo passando un po’ il tempo e non pensavo a niente, cioè quasi a niente, e nel frattempo mi ripromettevo che quella stanza avrebbe dovuto venire spolverata più spesso.





Era come quando hai bisogno di chiudere la porta a vetri di quella stanza, anche se sei da solo in casa, anche se la tua casa è un monolocale, è sotto il livello della strada, e alle finestre non ci arrivi nemmeno.





Ah no, scusate, questa è un’altra cosa.





E quindi insomma, ogni tanto chiudevo gli occhi, immaginavo cose che a volte mi piacevano e a volte no, scrivevo appunti, altre volte prendevo appunti ma non scrivevo, e altre volte ancora continuavo a starmene in silenzio.





Ora, dirvi se è stato un momento unico, fantastico, raro , prezioso, ineffabile, indicibile, stereoscopico, chimerico, astruso, inane o prodromo di qualcosa, questo non lo so. Sto pensando a un sacco di altri sinonimi che ho letto che erano talmente complicati che secondo me neanche esistono davvero (internet mente spudoratamente a volte).





E allora lo sapete che faccio, vi dico che era “unico”, perché “unico” forse non è una parola importante, la usano tutti, anche troppo, però è la prima che mi è venuta in mente.





E poi… di più, con le attuali tecnologie (mi piace quando lo sento dire durante i servizi scientifici in televisione) non riesco a fare. Certo però la scienza sta facendo passi da gigante (anche questo lo dicono spesso e mi piace!) ma io mi sa che in certi momenti con la scienza ho proprio poco a che fare.





Avete cominciato voi.





Siete voi che me l’avete chiesto.