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Canzoni d'autore

Anja

di Matteo Di Clemente

Nasce il 18 maggio del 1987 in Abruzzo citeriore e in Abruzzo citeriore vive: a Chieti. Tra il suono, le parole e i tocchi di tacco, non canto per me ma per tutti noi. I sogni reali, i bisogni (che sono i sogni moltiplicati per due), domani. Penso che il futuro stia nel futuro. Quello che a monte ti muove sono cose spicciole. Ho sempre scritto da piccolo piccolo, da bambino, per divertimento. Poi non riuscendo a 13 o 14 anni a comunicare il senso profondo di quello che ero, ho cominciato a scrivere le canzoni e a suonare poco dopo. Mi tutelavo (e mi tutelo) quindi sul fatto che fare canzoni fosse (e sia) fico di per sé e che per osmosi faccesse (e faccia) fico anche me. Non bisogna credere mai a chi millanta sacri fuochi e simili. Mente sapendo di mentire. In ultimo rivendico l’assoluta differenza che intercorre tra me e i poeti o gli scrittori e tra me e i musicisti, sono assolutamente restio a spiegare le canzoni, ritengo forma e contenuto assolutamente interscambiabili, inscindibili invece testo e musica. Il più grande riconoscimento è un "minchia" di Tosca-.
p.s.: in realtà sono un allenatore. Psicoticamente devoto al calcio.

Tempo, stazione, un uomo distratto antico di sale, facce distrutte, il cane più assorto fatto di sole, un fatto da solo dice "va bene".

Esterno giorno, afa e perline o un punto luce al collo di Anja, ama e non chiede, ti cede il passo, Mostar, la Bosnia, mani diverse.

Tempo, stazione, piega un po' il collo, c'è don Salvatore, don... dolo a cavallo;

affine all'idea oppure al tracollo, sul tempo Medusa, a tempo uno sbaglio, canta sirena sopra uno scoglio, Anja serena, niente al segnale,

tre dita in tasca, donna Grecale, Mostar, la Bosnia, genti più amare.

E gira il mare (gira il mare, gira il mare, gira il mare, gira il mare, gira il mare, gira il mare, gira il mare).

Da Mostar ad Ancona Anja e un orecchino 

i mesi dentro i passi lo strobo di fiumane lampeggia sopravento

"Occhi aperti al sale", sale, sale scale.

Silenzi sudati assolati di sole, da sola, 

il sudore è salnitro,

morbida, industriale, sabbiata di sale.

Con la pelle più asciutta, con la mente più stretta, caramella sublime.

Anja cammina, donna Grecale e gira il mare (gira il mare, gira il mare, gira il mare).

La pena, Anja, dimmi in segreto, un segreto alla schiena.

E gira il mare.