<< indietro
Una storia di cronaca

Cronaca di una generazione disorientata

di Beatrice Corica

Mi chiamo Beatrice Corica, sto per compiere 29 anni e vivo a Modena. Inseguo una carriera professionale nel mondo delle Risorse Umane ma più di tutto amo leggere, scrivere e approfondire temi d'attualità. Viaggio, mi diverto e mi vivo la mia età.


Apri gli occhi e ti ritrovi alla soglia dei trent'anni. Provieni da una famiglia benestante, ti sei districato tra il portare a termine gli studi con ottimi voti, coltivare un'ambizione accademica che ti coducesse a una professione stimolante, affrontare la vita "dei grandi" in una casa tua, scaldata dall'affetto di un compagno, di familiari presenti e amici. Cosa hai costruito, cosa ti circonda, un contenitore socioculturale di cui fai parte: ti estranei da te stesso e osservi, forse è proprio questa la grande arma che la rivoluzione tecnologica ci permette di sfoggiare. Una lente permanente che ha ovattato la nostra percezione: da un lato ci porta a essere visibili all'esterno, dall'altro ci consente di esaminare accuratamente la vita delle persone, lontane e vicine, conosciute personalmente o solo di fama, stimate o disprezzate. Mostriamo noi stessi e ispezioniamo l'altro, un'attività incessante, da alcuni trasformata addirittuta in nobile mestiere: comunico, mi mostro e influenzo. La comfort zone che hai eretto con sacrifici, fortuna e impegno, quella sfera tangibile di relazioni, lavoro e quotidianità ti soddisfa davvero o forse c'è qualcosa che ti manca. Perché partecipare animatamente a questa commedia universale all'interno della quale ogni personaggio vive la sua esistenza e quella di tanti altri tramite immagini, contatti, video e foto? Forse si tratta di un vivace canale di scambio di informazioni, forse la primordiale curiosità umana nell'osservare l'altro o forse un nuovo credo in grado di cattuare mente e tempo di tutti, la religione della nostra epoca, non si bada a spese ed eleggiamo figura guida, persone che vantano carriere senza che tanti comprendano quale sia la loro reale attività. Ho 29 anni, ho studiato con impegno e sogno una carriera brillante e una vita vissuta. Il lungimirante Andy Warhol disse "nel futuro ognuno sarà famoso al mondo per 15 minuti", ma nessuno si domanda cosa succeda allo scadere del tempo? Mezzi potenti, un'eco straordinaria e finestre per affacciarci al mondo: non nascondiamoci dietro uno schermo vivendo la vita di chi ammiriamo o seguendo le linee guida di persone a noi conosciute. Ascoltiamole, assaporiamole ed elaboriamole. Comunichiamo contenuti, partoriamo idee, diamo vita a una scambio che crei qualcosa di unico. La mia generazione ha il dovere di non dimenticare che se tutto ciò non è supportato da altro, negli anni sparirà esattamente come una "story" su Instagram, allo scoccare delle 24 ore.