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I racconti dello scontrino

Forse domani proverò a ricordare

di Ester Camerotto

Nata in una piccola cittadina, incompresa da tutti e fiera di essere il gatto nero.


Non ce la facevo più. -Cazzo la testa- Ero davanti allo scaffale dei farmaci, mi stava esplodendo la testa. Non avevo mai provato un dolore simile, mi tremava tutto il corpo. Tutto quello che vedevo davanti a me era roba inutile per il mio spasimo, ma avevo bisogno di qualcosa, forse dell’alcool avrebbe aiutato; anche a un passo dalla rovinosa caduta non mi sarei mai fermato. Non ricordavo niente, più mi sforzavo di pensare più tutto era lacerante, ma cos'è che non dà sofferenza in questo mondo? Il ragazzo vestito di brandelli si aggirava per le corsie del supermercato in cerca di qualcosa per il suo dolore, inutile no? Sembrava confuso ma la gente non se ne curava, la gente era strana in quell'ipermercato. Che anomalia il fatto che una grande catena fosse aperta alle 2 di notte, ma quel ragazzo non pareva accorgersene, non pareva essere allarmato da un’atmosfera così surreale. -Ti prego basta- Più provavo a pensarci più faceva male. Per un attimo sentii una sensazione aspra, di quelle che ti rifiuti di accettare, ma era qualcosa, ero pronto pur di sapere una briciola, o almeno era quello che credevo. Un'altra fitta, lasciai perdere. Presi tutto il possibile per cercare di far sparire il dolore, appena mi girai per andarmene notai che il luogo era completamente vuoto, arbusti si attorcigliavano a ogni cosa. In quel momento vidi, era lì, sparì subito dopo, ero pronto, doveva darmi delle domande perché nella mia testa c’erano fin troppe risposte.