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Poesia

D. Un sonetto al femminile

di Giulia Bragonzoni

Nata nel settimo giorno del settimo mese di un anno particolarmente caldo, pur avendo superato da un pezzo l'età dell'incoscienza Giulia continua imperterrita a cantarsi la colonna sonora da sola mentre cammina e ad affermare con nonchalance di essere un gatto. Ispirata da un nome forse troppo aulico per lei, è portatrice sana della sindrome di Giulietta: tende a trasformare qualsiasi cosa in tragedia. Nel tempo rimanente, scrive.

 

Troppo ingombrante, tu, troppo ingombrante

Quell’animo graffia come un diamante

Tu sembri una ma dentro sei tante

In moto perpetuo, come un viandante.

 

Pelle di seta e sguardo elegante

Vaga dubbioso, si ferma un istante

Riparte convinto, inciampa, assapora

La delusione dell’ultima ora.

 

Sei delicata come un amante

Spesso in silenzio, ma sempre potente

Scavi sicura in cerca del fondo

 

Interpreti tutto, lo sveli al mondo

Quando apri bocca colpisci la gente

Sei troppe cose, sei troppo ingombrante.