<< indietro
I racconti dello scontrino

Che Daspo!

di Jhonattan Poletti Silva Franco

Nato in Brasile e trasferito a Bologna da "cinno", ho frequentato l’Istituto Tecnico Agrario di Malborghetto di Ferrara. Non so come mi sono ritrovato a fare il cameriere. Ora studio per diventare scrittore e giornalista. Per me la scrittura è una passione, un'attitudine, la speranza di levarmi un giorno il grembiule e potermi finalmente sedere al tavolo a scrivere a tempo pieno, e non solo nei piccoli spazi che la vita privata mi concede. Per il resto leggo e scrivo e vivo, nient’altro.


Per mille giorni circa, il centro commerciale Gallia mi è stato proibito come a un orso fuggito dal parco. Mille e novantacinque giorni, tre anni. Per cosa poi? Sui giornali ho trovato solo la versione della cassiera, ma ora che la condanna è finita, è tempo di dire la mia. Ho letto del concorso in quel supermercato tre anni fa; era un foglio giallo attaccato a uno scaffale, e ce ne erano altri alla cassa, sulle porte scorrevoli e i pilastri fuori. Gio invece aveva puntato una riccia bionda nel reparto alcolici. Dopo il quarto sguardo è mia, dice, e tra i biscotti Gio va verso di lei. Al fresco del supermercato solo noi due e la donna, il salumiere sparito dietro le quinte e la cassiera. Gio usa una sola frase da anni. La bionda studiava gli ingredienti da una busta. Gio le prende la mano. Una bottiglia di vino sbucava dal cestello. Gio le prende anche l'altra mano. Io con gli occhi bianchi leggevo il resto del bando, poi un temporale di bottiglie si abbatte sul supermarket. Gio era arrotolato ai capelli di lei sopra pacchi di biscotti e vetri. Scaffale rovesciato. E lui abbracciato a Eva come un unico pesce sui resti dell’acquario. Preso dal panico sradico il foglio dallo scaffale e le altre copie e mi do alla fuga con il prosciutto. Oggi, a casa di Gio c’è una foto di Eva e la bimba, firmata “Hai degli occhi psicadelici”. La cassiera che mi ha fatto arrestare come ladro di prosciutto e concorsi, e ho aggredito sulla cassa, ha avuto una promozione. Io: Daspo di tre anni.