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Poesia

Vivrò per i sogni

di Devis Meschiari

Marito e padre felice; mi guadagno da vivere ogni giorno come carrozziere. Il mio sogno: scambiare lamiera e martello per carta e penna! Perché? Per quella voglia che da sempre mi accompagna: dare forma all'anima attraverso le mie mani.

Chiedo perdono per ogni peccato,

per ogni sorriso che ho risparmiato,

per tutti quei pianti che ho soffocato;

ma è dura distinguer tra giusto e sbagliato.

Urla la rabbia in fondo al mio cuore,

urla sittanto che provo dolore,

urla sittanto da perder la voce;

urla il silenzio, giacchè tutto tace.

Cede, la rabbia, il posto alla pace,

ma, quel silenzio, ti rende capace

di renderti conto di cosa è rimasto

dopo che l'odio consuma il suo pasto.

Solo gli avanzi dell'uomo che ero,

l'ombra sbiadita dal verbo sincero,

che ora vi parla di un triste passato;

da lacrime e cenere sono rinato.

Mille ferite, d'un pallido stinto,

scrivon la storia dell'uomo che ha vinto;

che, più di tutto, ha saputo esser forte,

schiavo soltanto di tempo e di morte.

Grazie dei calci, grazie dei pugni,

porto sull'anima i lividi e i segni

che fanno di me un uomo più duro,

che fissa negli occhi il proprio futuro.

Fanculo la rabbia, fanculo la sorte,

fanculo i nemici e fanculo la morte!

Vivrò la mia vita più forte di tutti!

Vivrò per i sogni, e per coglierne i frutti.