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Una storia di cronaca

Si ferma il sogno delle azzurre, resta l'orgoglio della prova realizzata

di Michela De Biasio

Michela De Biasio è nata a Pordenone il 26 luglio 1988. Oggi vive a Carpi, e lavora come freelance nel campo della comunicazione e della ricerca sui temi dell'innovazione sociale, urbana e tecnologica. Coltiva sin dall'infanzia l'amore per la letteratura e la scrittura, e ha da poco pubblicato il suo primo racconto all'interno dell'antologia "Tempi diversi", edita Il Rio.


Nonostante una partenza spettacolare si è infranto sabato a Valenciennes il sogno delle azzurre di trionfare al mondiale in Francia. Dopo essersi classificate positivamente nella fase a gironi, le speranze italiane si sono fermate ai quarti di finale per uno 0-2 contro l’Olanda.



Una squadra forte (8° nel ranking mondiale), che partiva come favorita e contro cui le ragazze dell’Italia non hanno potuto compiere nessun miracolo. Le principesse del calcio, come le ha chiamate Sky Sport, si sono difese strenuamente, ma l’Olanda ha detto la sua al 70’ con Miedma e all’80’ con van der Grat, su due calci di punizione.



La c.t. Bertolini si è dichiarata ad ogni modo entusiasta dei risultati compiuti dalle azzurre, e lo sguardo ora è già puntato alle prossime partite e al prossimo mondiale, con il sostegno e i riconoscimenti di tanti colleghi, soprattutto dal calcio maschile.



Il pregio delle giocatrici italiane resta quello di aver interessato il Paese a una disciplina spesso oggetto di scherno se avvicinata al gentil sesso. Nonostante le numerose polemiche (nazionali e non solo) che hanno cercato di svilire e sminuire questo evento sportivo (come le espressioni misogine del giornalista campano Sergio Vessicchio), la partita di sabato ha avuto uno share del 44,35%, in una giornata e un orario pomeridiano che potevano anche dare risultati inferiori.



In un ambiente fatto di iniquità di trattamento rispetto ai colleghi maschi, la speranza delle dirette interessate è che questa attenzione non si plachi una volta calate le luci sul mondiale, ma che resti invece alta. Si è discusso e si sta discutendo su molte questioni durante questo evento sportivo: il divario nelle retribuzioni rispetto agli uomini, l’atteggiamento degli sponsor, la maternità… Secondo le dichiarazioni dell’allenatrice Bertolini le premesse per l’inizio del cambiamento sembrano buone, ma non dobbiamo dimenticare che in Italia il calcio resta uno sport di serie B quando si parla al femminile, anche se il professionismo ora sembra una meta più vicina.



Nella serata di oggi la nazionale rientrerà in aereo a Fiumicino, con un atterraggio previsto per le 20:30. Quello che le ragazze troveranno sarà una calda folla di tifosi e giornalisti, pronta a celebrarle.



La storia del calcio femminile in Italia ormai è lunga, e merita un elogio. Dalle prime partite giocate dalle donne degli anni ‘30 si è dovuto aspettare sino al 1986 prima del riconoscimento federale dei club. Con l’augurio di non dover aspettare altrettanti anni per dei cambiamenti sostanziali facciamo i complimenti alle atlete azzurre per la loro performance.