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I racconti dello scontrino

Carne

di Pier Francesco Cantelli

Mi chiamo Pier Francesco Cantelli e ho 27 anni. Fin da piccolo sono stato interessato alle storie, già alle elementari leggevo un sacco di libri con una predilezione per libri fantasy come "Il Signore degli Anelli". Da lì a creare storie il passo è stato breve. Ma è dalle superiori che inizio veramente a interessarmi alla scrittura, scrivendo qualche breve storia e, soprattutto, tanti pezzi di racconti ancora incompleti. Ho partecipato alla maratona di dodici ore di scrittura che Bottega Finzioni ha svolto durante il Future Film Festival e, con mia sorpresa, l'ho vinta con il racconto breve "Sharkgirl". La mia passione contuina e cerco ogni occasione per scrivere collaborando con alcuni blog e partecipando a concorsi letterari.


Le fredde luci illuminavano la carne appoggiata sul bancone metallico. I vari tagli disposti uno sull’altro sembravano formare un castello sanguinolento. Arturo li impacchettò, rapido. “È pronta la carne per la mensa dei poveri”, comunicò al caporeparto appena rientrato. Enrico lo ringraziò, nel mentre indicava la direzione a due operai che stavano portando dentro dei nuovi espositori. Arturo si tolse i guanti e il grembiule, li passó sotto l’acqua del lavello per sciacquare via il sangue e i peli. Dette una passata con lo strofinaccio anche al bancone. Finito di pulire la sua postazione, si avvicinò al caporeparto. “Novità?” Enrico annuì. Superarono i banconi che mostravano hamburger di ogni dimensione e si fermarono davanti a un enorme espositore di vetro. All’interno, in un’atmosfera refrigerata c’erano diversi esseri umani sistemati in una sacca di plastica trasparente. Dei tubi entravano nelle bocche di ognuno di loro. “Sono vivi?” chiese Arturo. “Credo di sì.” gli rispose Enrico “Secondo la pubblicità, questo è il futuro. Permette di provare di nuovo il brivido della caccia. Non credo di capire bene queste cose, dopotutto sono erbivoro”. Arturo si grattò la testa, gli artigli solleticavano la cute sotto la criniera. “Pur essendo un felino non credo di capire neanche io”, disse. “Ma sei sicuro sia una cosa… etica?” Enrico restò un momento a fissare l’espositore ponderando una risposta, la sua coda ondeggiava lentamente. Poi disse: “Che importa, alla fine sono solo carne.”