<< indietro
Una storia di cronaca

Un drago a Bologna

di Pier Francesco Cantelli

Mi chiamo Pier Francesco Cantelli e ho 27 anni. Fin da piccolo sono stato interessato alle storie, già alle elementari leggevo un sacco di libri con una predilezione per libri fantasy come "Il Signore degli Anelli". Da lì a creare storie il passo è stato breve. Ma è dalle superiori che inizio veramente a interessarmi alla scrittura, scrivendo qualche breve storia e, soprattutto, tanti pezzi di racconti ancora incompleti. Ho partecipato alla maratona di dodici ore di scrittura che Bottega Finzioni ha svolto durante il Future Film Festival e, con mia sorpresa, l'ho vinta con il racconto breve "Sharkgirl". La mia passione continua e cerco ogni occasione per scrivere, collaborando con alcuni blog e partecipando a concorsi letterari.


Pomeriggio insolito per il capoluogo emiliano-romagnolo





Un mercoledì pomeriggio che i bolognesi ricorderanno a lungo. Erano quasi le due e mezza di ieri, quando un enorme creatura alata, rapidamente identificata come un drago, si è schiantata nel bel mezzo di piazza Maggiore.





“Una forte raffica di vento ha investito la piazza, e poi si è sentito un fortissimo schianto”, racconta una turista berlinese presente nel momento in cui la creatura si è abbattuta sul terreno. Nel suo atterraggio d’emergenza l’enorme drago ha infatti colpito una comitiva di turisti tedeschi in visita al capoluogo emiliano-romagnolo. Fortunatamente non è morto nessuno, ma due turisti sono rimasti feriti e sono ora ricoverati all’ospedale Sant’Orsola.





“Sembrava di essere finiti dentro Il trono di spade!” afferma Giovanni Longhesi, 20 anni, studente presso l’Alma Mater di Bologna. “La gente è corsa subito ad aiutare chi si trovava in piazza. Altri scattavano foto”.





Sicuramente i bolognesi sarebbero rimasti maggiormente colpiti se questo non fosse ormai l’ennesimo caso di misteriose apparizioni di creature fantastiche in giro per il mondo. Dall’inizio dell’anno se ne contano una decina solo sul territorio italiano. È solo di un mese fa la comparsa di un gruppo di autodefinitisi elfi nella cittadina di Sedico, in provincia di Belluno. Parlavano poche parole di italiano e avevano chiesto agli abitanti del luogo qualcosa da mangiare. Poco prima, a metà febbraio, alcune Ondine erano arrivate sulle coste della Sicilia. A detta dei testimoni che le hanno potute incontrare, quest’ultime parlavano un italiano perfetto e privo di accento. Entrambi i gruppi sono stati presi dalle forze dell’ordine e interrogati, ma tutt’ora non sono state rilasciate dichiarazioni in merito.





Pare invece remota l’ipotesi di interrogare il colossale rettile che tutt’ora si trova in piazza Maggiore. I vigili del fuoco e un gruppo di veterinari si sono subito diretti sul luogo. A quanto pare la creatura portava i segni di una battaglia e alcune ferite profonde sanguinavano ancora. Pur con notevoli difficoltà da parte dei medici è stata operata e non rischia la vita.





Nelle ultime ore sono arrivate le prime dichiarazioni di esponenti del governo, preoccupati da questi eventi, arrivando a definirli un’invasione che mette in pericolo le nostre città.





Di diverso avviso i tanti cittadini che da stamattina hanno formato una lunga fila per vedere il drago. Alcuni portano pure polli arrosto e grossi tagli di carne da lanciare alla creatura, premura che il drago ha già dato segno di apprezzare. I vigili del fuoco sconsigliano però tale comportamento.