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I racconti dello scontrino

Il gesto vincente

di Eleonora Tondo

La mia biografia, Eleonora, è intrisa di studio, dura da vent'anni e si augura una vita piena di spensieratezza.


Centro commerciale. La mamma stava pagando in cassa. “Scusa, ti è caduto qualcosa”, dissi a un ragazzino più alto di me, tirandogli la maglietta per richiamare la sua attenzione. Sentendo la mia mano, si voltò di scatto e con un’aria interrogativa mi fissò. “Ti è caduto qualcosa”, ripetei, indicando per terra. Seguì la direzione del mio dito, però fece spallucce e guardandomi negli occhi scoppiò in una risata fragorosa. Io sentii il mio volto scottare. Mi aveva deriso. Ci rimasi male… mi era stato insegnato questo, “lascia ogni posto più pulito del tuo arrivo”; quel ragazzo invece, distanziatosi pochi metri dalla cassa, aveva gettato il suo scontrino. Raccolsi io quel pezzo di carta, con l’intenzione di buttarlo via appena avessi trovato un cestino. Lo aprii, lo stirai con le mani, sfregandolo tra le dita e lo serbai in tasca. “Andiamo, Mattia”, la mamma mi intimava, “la cassiera mi ha proposto di partecipare alla lotteria con il codice del nostro scontrino, ci sono in palio dei premi, andiamo alla slot machine, all’uscita del centro". Arrivati, tentammo la fortuna: -Game over!- “Che peccato”, esclamai sconsolato. Stavamo per andare via, quando mi ricordai che… “Mamma, proviamo con questo scontrino che ho raccolto da terra!” Inseritolo, aspettai pochi secondi per poi veder apparire la scritta "Winner, hai vinto" sullo schermo, che si animò festosamente intonando una melodia allegra. Che gioia! Una vittoria non casuale, aveva vinto la mia premura verso l’ambiente!