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Una storia di cronaca

Nuovo giallo in alto mare: cinque le tartarughe morte

di Giovanni Faiella

Giovanni Faiella, anni 23, nato a Sulmona, piccola città annidata tra le floride montagne abruzzesi. Da qualche anno ho lasciato il verde natio e abbracciato il rosso delle vie felsinee. È proprio a Bologna che attualmente vivo e studio. Adoro il cinema, e adoro scriverne; da diversi mesi sono entrato a far parte della redazione di un sito dedicato alla settima arte che mi permette di condividere questa passione con migliaia di lettori. Quando non scrivo recensioni, scrivo poesie, racconti e piccole sceneggiature. L'amore per la scrittura va di pari passo con l'amore per la natura. Viaggiare è tutto quello che mi piace fare: che sia su un foglio di carta con la fantasia, o sulla strada con uno zaino in spalla, non fa alcuna differenza.


Mare Nostrum - Indagini ancora in corso sul caso delle cinque tartarughe che stamattina sono state trovate esanimi sul pelo dell'acqua. Scambiate inizialmente per pesci palla stesi al sole, soltanto successivamente ci si è resi conto che si trattasse dell'ennesima tragedia.



Un mistero che si infittisce giorno dopo giorno, e che getta la nostra comunità marina in un vortice di psicosi collettiva. Infatti, continua a salire il bilancio delle vittime (in gran parte tartarughe, ma non solo). Le dinamiche dei ritrovamenti sono sempre le stesse: tutti i corpi sono stati rinvenuti in superficie, gonfi come boe e con brandelli di medusa tra le fauci e nello stomaco.



Alla luce di quest’ultimo particolare, le autorità hanno subito fermato un gruppo di meduse che fluttuava indisturbato sul luogo dei decessi. Tuttavia l’interrogatorio non ha dato i risultati sperati - sembra che al momento non abbiano ancora proferito parola, chiudendosi da ore in un silenzio inanimato.



La strada dell'intossicazione alimentare, suggerita dalle analisi fatte sulle vittime, resta l’ipotesi più accreditata; benché non manchino pesci che la pensano diversamente. Per esempio c'è chi ha puntato la pinna sui pesci tropicali, partiti dalle lontane distese oceaniche a causa del riscaldamento globale, e di recente arrivati in blocchi nelle nostre acque. Tra le accuse quella di aver portato nuove malattie. Occorre segnalare che con il passare delle ultime ore i fondali si sono riempiti di pesci che gridano - a piene branchie - slogan a dir poco curiosi: “CHIUDIAMO GLI STRETTI!” sembra essere quello più in voga al momento.



Ma c’è anche chi vocifera di una silente invasione aliena. Per quanto bizzarra possa sembrare quest'ultima posizione, non si può negare che da qualche tempo il nostro mare pullula di creature misteriose, i cui corpi sono ricoperti di strani disegni e scritte indecifrabili.



A mediare tra l'ipotesi dell'intossicazione alimentare e quella dell'invasione aliena ci ha pensato il professor Carassus Auratus, stimato studioso del mondo umano. "Qualcuno spieghi alle autorità che non sono meduse quelle che stanno interrogando. E non sono di meduse i resti trovati nello stomaco delle povere tartarughe. Ho vissuto in decine di acquari umani negli ultimi anni, e vi assicuro che la terraferma è gremita di quelle strane creature. Sono a migliaia, e si possono trovare in forme e colori diversi. Gli umani la chiamano plastica”, leggiamo nell'ultimo post del suo profilo Fishbook. Che si tratti di meduse o meno, l’unica certezza è che in mare abbiamo un grande problema da risolvere, e subito... senza perdere ulteriore tempo.



di Octopus Vulgaris