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Una storia di cronaca

Contro i vaccini o contro la comunità?

di Marco Butera

È un giovane professionista sanitario. Tra un paziente e l’altro ha deciso di risvegliare una vecchia passione per la scrittura. Fa già parte della generazione dei Millennials, ma si ritiene fortunato ad essere cresciuto quando il mondo e i suoi sentimenti erano ancora analogici. Attento e pragmatico osservatore della realtà che ci circonda, è appassionato di scienze, tecnologia e di tante altre cose.


Spicca ancora la manifestazione delle famiglie no-vax del 29 giugno a Rimini. Analogamente in altre città prosegue il braccio di ferro tra le famiglie no-vax e le amministrazioni locali per le multe per i bimbi non vaccinati .

Terminato il periodo di transizione previsto dal Decreto Lorenzin, l’obbligo ha fatto sì che il numero di casi di bimbi non vaccinati sia ormai limitato, ma per quanto piccolo purtroppo è sempre importante per poter raggiungere l’immunità di gregge.

Le famiglie e le associazioni no vax sostengono una presunta libertà di scelta, giustificandosi con possibili effetti collaterali o, peggio, macchinazioni complottistiche.

Questa non è libertà di scelta. Decidere di non vaccinare il proprio figlio è una scelta folle per il piccolo e per la comunità intera. Non può quindi essere una scelta lasciata alle famiglie.

Qual è la libertà di scelta dei bimbi che non possono essere vaccinati, che rischiano il contagio perché non si ottiene l’immunità di gregge?

Qual è la libertà di scelta dei bimbi non vaccinati che periodicamente salgono agli onori delle cronache per ricoveri in seguito a malattie tranquillamente evitabili con i vaccini?

Ad esempio il tetano, causato dal bacillo Clostridium tetani, le cui tossine sono particolarmente tenaci e resistenti. L’infezione può avvenire per un banalissimo taglio o caduta (quante volte da piccoli!) e può provocare danni neurologici importanti.

Da un lato 1 o 2 casi di tetano su 10 possono portare alla morte. Dall’altro lato il vaccino per il tetano (generalmente combinato con difterite e pertosse) può comportare 1 caso di convulsioni ogni 14000 vaccinati! I numeri mi sembrano chiarissimi. Peraltro è una vaccinazione che si può continuare da adulti.

Nei mesi passati è stato dato ampio spazio a tali associazioni, appellandosi ad una presunta pari dignità delle diverse teorie, talvolta trovando indiretto sostegno in alcuni politici. Non si tratta di teorie, ma semplicemente di opinioni senza alcun rigoroso studio dietro. La letteratura è assolutamente concorde e unanime sull’utilità dei vaccini.

È infine emblematico il caso del vaiolo. Per secoli ha creato terrore e i nostri genitori/nonni ricordano bene la vaccinazione, anche per via di quella caratteristica cicatrice sulle braccia. Oggi il vaccino è ormai solo un ricordo perché in Italia è stato abrogato nel 1980. Come mai? Da quell’anno questa malattia è stata dichiarata eradicata: il vaiolo non esiste più sulla terra (se non in due laboratori, ma questo è un altro discorso). Il merito? Del suo vaccino introdotto da Edward Jenner nel 1798 (colui che ha inventato la parola vaccino).