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Lettere d'amore

A Giacomo Leopardi

di Marianna Parenti

Nata nel 1997 a Bologna, sono cresciuta in provincia in un piccolo paese chiamato Porretta Terme. Mi sono trasferita a Bologna per studiare all'università e me ne sono innamorata. Amo leggere, in particolare i libri riflessivi, in cui i fatti contano poco rispetto ai pensieri dei personaggi. Adoro il rumore del mare, il suono della pioggia che sbatte sulle finestre, l'odore del bucato e del caffè. In futuro spero ambiziosamente di poter fare della mia passione un lavoro e, nel mentre, scrivo per dare aria ai miei pensieri.

Caro Giacomo, 
            è da tempo che aspetto di trovare il coraggio di mandarti questa lettera. Le mie dita tremano mentre digito i caratteri sul computer ma non posso più aspettare. Volevo solo dirti che se avessi la possibilità di viaggiare nel tempo, mi catapulterei al 29 settembre 1826. In quel periodo ti trovavi a Bologna con la tua famiglia. Magari un giorno, mentre camminavi per via Rizzoli, mi saresti passato di fianco, magari le nostre braccia si sarebbero sfiorate, ci saremmo scambiati uno sguardo fugace e ci saremmo poi allontanati di fretta, presi dalle nostre vite. Non ho la fortuna di averti potuto incontrare di persona, ma ho avuto l'immensa fortuna di leggere e comprendere i tuoi pensieri attraverso le tue opere. Volevo dirti che non sei solo, che anche io ho attraversato un periodo in cui non riuscivo a cogliere neanche uno spiraglio di luce nell'immensità del grigio che mi circondava. La mente umana tende all'infinito, ma proprio come non si possono contare tutte le stelle nel cielo, così l'uomo, nonostante gli innumerevoli tentativi, non riuscirà mai a comprendere fino in fondo la ragione del suo essere. Tuttavia, avrei voluto stringerti a me e cercare di rassicurarti, cercare per un momento di farti dimenticare l'infinito, la natura, il dolore, per essere solo presente. Solo io e te, per un istante. A causa della distanza temporale che ci divide non ne ho avuta l'occasione, ma voglio assicurarti che tu, attraverso le parole, mi hai accarezzata dolcemente, mi hai sussurrato al cuore facendomi sentire capita e, a distanza di centinaia di anni, mi sei stato più vicino dei miei contemporanei. Così, ogni volta che cerco di contare le stelle nel cielo, osservo la luna, sperando che da lassù anche tu stia guardando nella stessa direzione.
 
Per sempre tua,
 
M.