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Lettere d'amore

A Pavese

di Annarosa Granata

Mi chiamo Annarosa, vivo nella piccola e colorita Adria (RO). Ho studiato Comunicazione ed Editoria e Giornalismo, ora sto proiettando il mio futuro nel mondo delle parole. Leggo, scrivo, e vado al cinema.

Cesare, carissimo, ciao.

Spero tu stia bene. Come stai? Esci la sera? E il tuo lavoro, come procede?
Io so unicamente che non riesco a smettere di leggerti. Non posso smettere di leggere i tuoi scritti, e più ne leggo, più ne sono affamata, più ne sono mancante. Ti cerco lì, se non posso più averti nella pelle. Mi cerco pur io, in ogni riga; eppure, non lo so. Ci sono nelle tue parole? Mi illudo di sì.
Mi manchi, e lo so che ti manco. Siamo simili, per questo incompatibili. Ritorno sempre alla nostra panchina: ci trovo me e te incastrati, silenziosi, carezzevoli. Ci trovo i nostri sguardi pieni e sinceri. Pensa, pure la tua ruvidità mi manca, che è la parte più fragile del tuo sentire, sempre indaffarato a cogliere ogni rumore, a dubitare ogni passo del tuo cuore. Ci siamo sempre raccontati sulla carta, tu ed io, paurosi di rivelarci negli occhi; anche per questo ti voglio bene. Ti voglio bene, eppure mi sembra di non conoscerti affatto, di non sapere granché di te. Sarà per questo che tento d’abitare le tue parole: unico modo possibile per scoprire i tuoi pensieri, indovinare i tuoi gusti, ascoltarti.
Ho incontrato Natalia, l’altro giorno. Indaffarata, come sempre. Ti è fedele, stai sereno; non una parola su di te son riuscita a strapparle, non un pensiero, un accenno, un riferimento. Abbiamo parlato del cielo, e dei cespugli di forsizia; due cose che entrambe molto amiamo.
Faccio lunghe passeggiate sotto i portici, nella speranza di trovarti. All’ora del tramonto, lo sai. Sarà per questo che non ti trovo. La paura di soffrire non dovrebbe mai uccidere la voglia di vivere, in questo ci siamo fregati, temo.
Ti manderò questa lettera? Non so. Forse non la sto neanche scrivendo per te, ma per me, per averti qui, per dedicare del tempo al nostro ricordo e al tuo, soprattutto. Spero tu stia bene, che l’hai finita con quei discorsi sulla morte. Se ti torna quel coraggio da vigliacco, mi devi cercare, mi devi trovare. È importante.
Ti vedrò di nuovo, spero. E anche se non avrai questa lettera, rimane tua. 

Un bacio,
Il tuo fiore