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I racconti dello scontrino

Una scatola di gelati

di Annarosa Granata

Mi chiamo Annarosa, vivo nella piccola e colorita Adria (RO). Ho studiato Comunicazione ed Editoria e Giornalismo, ora sto proiettando il mio futuro nel mondo delle parole. Leggo, scrivo, e vado al cinema.


Sono arrivato all’ultimo corridoio, e di lei niente. Non c’era la sua coda volteggiante tra gli scaffali, nemmeno la sua camminata placida, o il modo buffo in cui si avvicina il foglietto accartocciato agli occhi corrugati, come fosse una vecchietta. Lei è giovane. È morbida, castana, la carnagione olivastra; sempre vestita in modo casual ma pensato. Perché non è qui, oggi? È giovedì, il giorno della spesa. Il nostro giorno della spesa. Non so come si chiami, né come o dove viva; so l’effetto che fa alla mia pelle, ogni volta che la vedo. So che ogni settimana cambia shampoo per capelli; che predilige la frutta alla verdura, e che il suo percorso subisce una forte decelerazione non appena arriva al banco dei gelati. È capitato che i nostri sguardi si incrociassero, ma cosa si dice a una ragazza mentre fa la spesa? Hai visto le offerte della settimana? Mi prenderebbe per uno psicopatico. Mi basta vederla, e sapere che sta bene. Condividere insieme la spesa, in un certo qual modo; ora dovrò aspettare un’altra settimana. Il banco frigo è libero, deserto senza lei. Mi consolerò con un gelato, con i Moretti che ho percepito essere i suoi preferiti.



"Scusa, ne passi una scatola pure a me?" Mi volto di scatto, e con stupore rivedo la coda volteggiante più bella che ci sia. 



"Certo!", strillo tremante. Adesso o mai più. "Piacciono pure a lei?"



"Se non lo sai tu..." risponde ironica, con una luce negli occhi che ancora non avevo scoperto, e la distinguerà in tutti gli anni a venire.