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Lettere d'amore

Lettera a Mick Brisgau - Last Cop

di Chiara Rossini

Sono nata a Milano in una ventosa giornata alle idi di marzo, nel 1994. Mi sono diplomata nel 2013 presso il Civico liceo linguistico A. Manzoni, dove ho potuto coltivare la mia passione per le lingue straniere (inglese, tedesco e spagnolo) e partecipare al M.U.N. - Model United Nation, un progetto nel quale puoi metterti nei panni di un delegato ONU, confrontandoti in un contesto internazionale. Grazie a questa esperienza ho scelto di continuare i miei studi presso l'Università Cattolica di Milano, laureandomi nel 2016 in Scienze linguistiche per le relazioni internazionali. Sono sempre stata attirata dal mondo dei libri e dalla scrittura, rimasta affascinata da mia nonna e dal suo mondo della scrittura. Campo nel quale vorrei migliorare, mettendomi sempre alla prova con nuove sfide. Attualmente sono impiegata in un ufficio commerciale estero.

Caro Mick,

mai avrei pensato di scrivere a te che da più di 20 anni sei mito e leggenda non solo per mio padre Hans e gli altri colleghi, ma soprattutto per me, che all'epoca avevo 10 anni. Quel giorno ti spararono alla nuca e la tua vita si fermò: non sei morto semplicemente ma sei sprofondato in un sonno profondo con la sospensione della coscienza e della volontà. Un coma totale nel silenzio assoluto: chissà se quieto o saturo di incubi, dolci illusioni. Ti sei risvegliato dopo ben 20 anni, un periodo lunghissimo che ha cambiato non solo la tua vita ma anche quella delle persone vicine e pure la mia. È infatti colpa o merito tuo se sono entrata in polizia e oggi sono qui al commissariato di Essen, dove anche tu da poco hai ripreso servizio. Nell'immediato periodo dopo l'incidente, reagii da bambina qual ero, avvolgendo il fatto con la poesia e il romanticismo. Per me eri il mio "bell'addormentato nel bosco" e sognavo di essere io la tua principessa dal cuore puro, la sola capace di svegliarti con un bacio. Poi crescendo e vivendo le ingiustizie, i crimini, i soprusi e i delitti del mondo, ho deciso di intraprendere la strada dei miei eroi, tu e mio padre, e oggi sono anch'io poliziotta fino al midollo. Ti sono sempre stata vicina e non speravo più. Invece eccoti inaspettatamente di nuovo qui, sei tornato, dimmi: chi ti ha baciato? Sei vivo, sei ancora in servizio: lo stupore quando hai varcato la soglia del commissariato! Sei proprio tu, sei vero, in carne e ossa, sigaretta in bocca, stesso sguardo, stesso look e linguaggio anni '80. Ti sto riconoscendo e ogni giorno scopro che oltre al burbero e scontroso collega dal fiuto infallibile, che non è mai scomparso, oltre al lato manipolatore e rude, alle pacche sul sedere che continui a distribuire, forse per alimentare la leggenda del super poliziotto un po' rozzo e grezzo, sei una persona leale, onesta e schietta. Sentivo il bisogno di scriverti perché non riesco a parlarti come vorrei. Mettere questi pensieri sulla carta però mi ha aiutato e penso che forse non sia necessario che tu legga questa lettera. Quasi certamente era un bisogno mio chiudere un fatto che mi ha turbata, ha segnato la mia vita e ha condizionato le mie scelte. Ma adesso so di non essere innamorata, sono sicura di volerti bene e di ammirarti ma finalmente mi sono liberata dal romanticismo infantile e sdolcinato.

Ti abbraccio con affetto

Karen

che per tanto tempo è stata e forse sarà per sempre la tua sconosciuta principessa