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I racconti dello scontrino

Come in fondo al mare

di Pietro Ungari

Studente del liceo classico "Cesare Beccaria" di Milano, ha seguito il corso di scrittura creativa organizzato da Coop e tenuto dallo scrittore Ezio Gavazzeni.


Li adocchio nel reparto pescheria.Sfioriti entrambi, vicini ai settanta. Lui minuto, pelle cartapecora. Si muove rapido, con le braccia lunghe e nervose, tra gli scaffali; lei, obesa, immobile e ieratica, gli lancia le comande appoggiata al carrello: “Le alici, il vasetto verde da 125“. Lui obbedisce senza fiatare,senza apparenti frustrazioni. Nell’angolo del reparto ecco le acque minerali, offerta imperdibile. Un’ultima confezione si è salvata perché in fondo all’antro delle scaffalature. Una donnina anziana vi si avventura trascinando fuori il cestello; pare un predatore che addenta una carcassa precedentemente nascosta per cibarsene. Abbandona giusto un attimo il bottino per recuperare il carrello. Il donnone ne approfitta. Sguinzaglia il marito che in un attimo agguanta da buon quadrumane le acque. La donnina se ne accorge e per nulla spaventata protesta verso l’omino. Lui non prova neanche a replicare. Fa tutto la moglie. Annichilisce a parole la vecchina che si ritira in buon ordine. Tutto avviene lì: tra pesci argentei immersi nel ghiaccio, vongole retate e astici ammanettati in attesa del supplizio. Lui, tra quel gelo, rimbocca lo sciallino sul collo unto della matrona. È così che ricordo la visita all'acquario e la vasca dei paguri: il granchietto nervoso si procura il cibo; l’enorme attinia che vive sulla sua conchiglia ne approfitta. E in cambio, con i suoi tentacoli velenosi, protegge il suo simbiotico compagno. Spirito in questa reliquia d’abissi?