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I racconti dello scontrino

Il messaggio

di Benedetta Di Zacomo

Persona qualunque, a tratti molto brutta.


“Ok, ci sono. Ho preso tutto. Ho fatto bene i conti. Non è cifra tonda: € 21,20. Si, ho contato tutto: pane, tonno, mozzarelle, crocchette …”. Amalia continua ad elencare tutti i prodotti messi con cura nel carrello, incastrati tra loro in un tetris livello 10. Li fissa mentre trascina il carrello, non li perde mai di vista come se potessero fare un balzo di fuori, da soli. Non si fida di loro. E nel mentre ripete tra sé e sé tutti i prezzi, una, due, tre, quattro volte. Il totale non è cifra tonda. Una volta certa, più che certa, Amalia si dirige in cassa e mentre la sorridente cassiera passa ogni singolo prodotto, Amalia ripete, con un filo di voce, il prezzo di ognuno e contemporaneamente controlla il piccolo monitor. Aspetta il totale, come si attende l’esito di un’assoluzione o di una … condanna. Venti euro. Venti. “No, no… non va bene, non è possibile, c’è un errore”. “Sono 20 euro”, pronuncia la sorridente cassiera. Amalia fissa lo scontrino. 20. Cifra tonda. 20. Amalia porge i soldi alla sorridente cassiera, solo monete. Prende la busta con la spesa, tiene lo scontrino nella mano sinistra a distanza, col braccio completamente teso e guarda fisso in avanti. Lo sguardo è vacuo. “Il messaggio. Il segnale. Cifra tonda. Ok. Lo farò. Lo faccio. Subito. Ucciderò. Di nuovo”.