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I racconti dello scontrino

L'uomo del fiume

di Alberto Bartoli

Eternamente appassionato delle stranezze delle persone, innamorato dei personaggi stravaganti e delle storie di vita raccontate ai banconi dei bar. Sogno un mondo fatto di boschi e case sugli alberi


Solamente chi segue con un occhio più attento immagina cosa può celarsi dietro un uomo di mezza età, all'apparenza normalissimo, che ha l'abitudine di arrivare al centro commerciale d'Abruzzo, a piedi. Lui è l'uomo del fiume. Un giorno d'inverno lo vidi arrancare verso la Coop, nemmeno il nevischio lo frenò. Fuori il cielo era nero e la temperatura del primo pomeriggio prossima allo zero. Solo una felpa con un cappuccio sulla testa, le braccia a cingersi il petto quasi a sfidare quel clima. Non era la prima volta che vedevo l'uomo del fiume, sbuca fuori da un terreno incolto nei pressi del supermercato. L'ho visto sparire più di una volta all'orizzonte di quel campo, immagino diretto verso la sua abitazione nei pressi delle rive del fiume Pescara. Da qui il soprannome. Non ha nessun tratto che può denotarne l'indigenza, pulito, vestito con abiti per nulla consumati. È inglese, una volta lo disse a chi gli chiese un'informazione. D'estate compra una bibita, passa delle ore a guardare le persone che pagano la propria spesa alle casse, che imbustano gli articoli e scompaiono nella loro routine godendosi il fresco dell'aria condizionata. L'ho visto comprare cartoni di acqua e riportarli a casa, quella lungo il fiume, a piedi senza nessun aiuto. Lui è sempre solo, non l'ho mai visto interagire con nessuno e nemmeno cercare disperati approcci di relazione. Fiero della sua solitudine, in pace con il mondo. Questa storia è un appello. Semmai leggerai sappi che tu sei il mio eroe.