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Lettere d'amore

Consapevolezza di un personaggio

di Emily Sassoli

Mi chiamo Emily, sono nata a Ferrara e ho 19 anni. Sono iscritta alla Facoltà degli studi di Ferrara. Mi piace il suono delle parole e quando scrivo è un po' come fare il direttore della mia orchestra (tralasciando che di musica non ne capisco niente). Ho trovato il mio perché: perché scrivi? perché leggi? Leggo e scrivo per legittima difesa (cit.).

Cara signorina Austen,

non so con quale forza vi raggiungerà questa mia, probabilmente magia. Nel corso della vostra vita non vi sarà mai capitato che una delle vostre creazioni, un vostro personaggio mal riuscito, vi scriva; come di comune sapienza un personaggio di romanzi non ha volontà propria. Signorina, spero riconosciate chi vi sta scrivendo, lasciare il mio nome in questa missiva sarebbe dare ulteriore prova della mia esistenza e questo, per il vostro bene, lo vorrei evitare. È per questa mia inutile esistenza, infatti, che vi imploro di lasciare a metà la mia storia e di non divulgare il romanzo che mi riguarda. Non appartengo al vostro io; sono piatto, arido e privo di sentimento. Tutte le sere, finito di scrivere, voi poggiate le pagine del manoscritto che mi racconta sopra i vostri capolavori, consentendomi così di fare amicizia con i vostri prodotti finiti. Ho potuto conversare con Emma, Elizabeth e con la sua stravagante madre. Al temine di quelle meravigliose narrazioni riguardo le parole che con tanta grazia e tanto candore dedicate a me; quando leggo le ultime da voi aggiunte comprendo inesorabilmente ciò che devo fare per voi, lasciarvi. Prima della mia nascita dalla vostra penna non comprendevo quanto profondo e indissolubile è l'amore che lega un autore a un suo personaggio, ed essendo queste le mie ultime volontà, mi dichiaro apertamente a voi mia Dea. Non temo l'abbandono della vostra docile mano e l'oblio della foresta dell'ignoto, so che per voi esisterò come un ricordo sbiadito nel vostro diario. Il mio sacrificio vi servirà a comprendere che, alle volte, amare i frutti del proprio ingegno è una prigione di faziosità che vi impedisce la comprensione dell'inadeguatezza di ciò che scrivete. Per l'amore che nutro per voi e per la vostra ascesa al successo, vi auguro di approdare a destinazioni migliori, a storie migliori alle quali non appartengo. Scrivete di nuovo d'Amore poichè  lui solo vi darà la chiave per accedere alla sorgente delle muse antiche che canteranno per voi di esisteze lodevoli.

Addio madre Dea e mio indissolubile amore

Suo.