<< indietro
I racconti dello scontrino

Scansie rivelatrici

di Alessandro Piacente

Studente, cameriere e cittadino di Bologna.


Oggi la incontro qua. Solita aria altezzosa di chi non vuole avere a che fare con gli altri. Lavoriamo nello stesso edificio da anni e mai una parola. Non so manco il suo nome, ma è bastato il primo sguardo reciproco per farmela stare antipatica a pelle. Per lei sarà sicuramente lo stesso. Guarda come si aggira tra le scansie, sembra un corvo. Però che strano pensavo fosse una tipa da ravanelli e fagiolini, non una da cipolla e patate come me, che sono un vero maschio. Viene nella mia direzione e neanche un cenno. Anche tu il sugo monoporzione vedo, non sono sorpreso per niente che tu sia single. Non che io non prenda lo stesso però… Sei antipatica, è vero, però non male quei biscotti, li mangio anche io tutte le mattine a colazione. Inutile che li rimetti giù dopo avermeli visti nel carrello, arpia, ormai è tardi. Mi precede con l’ultima confezione di snack, deve avermeli visti mangiare in ufficio, la stalker. La rincontro davanti lo scaffale dei DVD. Non ci credo, ha comprato il cofanetto della mia serie anime preferita. Mi passa a fianco e niente. Spero non mi abbia visto indugiare sulla stessa poco prima. Almeno poteva fermarsi un secondo. Alle casse scegliamo lo stesso premio offerto coi punti, il portachiavi a forma di gufetto. Quello viola. Nel parcheggio la vedo aiutare un anziano con le buste da caricare sulla macchina. Una volta finito mi guarda per un istante, sembra affaticata, ma soddisfatta. La aiuto a mia volta, non proferiamo una sola parola. Mi bacia. La bacio.