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Una storia di cronaca

L’amore non ha età e sesso

di Susanna Maria de Candia

Radicata a Sud, tra mare e precarietà, tra bellezza e imperfezione. Vado alla continua ricerca di ciò che è bello e vero e della felicità che si può trovare insieme, perché è un cammino e il cammino è uno stile di vita. Credo negli incontri e ancor di più negli incroci. Preferisco le prospettive ribaltanti e ribaltate, la sintesi tra i contrasti e l’unione fra le contraddizioni.


Andrea ha 13 anni e già una grande certezza: a lui piacciono i maschi. La sua famiglia non sapeva nulla. A quest’età comincia a delinearsi l’identità personale e non c’è problema se a circondarlo nelle foto sui social sono più ragazze che maschi. Anzi, sarà un latin lover pensa suo padre. È sempre stato molto sensibile, si ripete quando nota gli occhi lucidi dopo un rimprovero un po’ più aspro. Pure romantico!, si convince, nel momento in cui sul diario di scuola del figlio intravede la scritta “Difenderò il nostro amore a tutti i costi”. Solo in ospedale questo padre prenderà consapevolezza di ciò che quella dichiarazione significa davvero.

Alberto è lì, accanto ad Andrea e gli tiene la mano, singhiozza ma prova a dargli coraggio.

Un gruppo di ragazzini teneva Andrea sotto tiro da tempo. Gli era già capitato di ricevere insulti e minacce, ma non lo aveva mai raccontato a nessuno per non far preoccupare chi gli voleva bene. Tra l’altro, sapeva come reagire, senza mostrare di avere paura. Solo qualche insegnante aveva percepito che qualcosa inquietava quello studente, sempre pronto a dare una mano ai compagni, ma pur convocando i genitori, nessuno sospettava niente.

In quell’ultimo giorno di scuola gli hanno fatto la festa. Lo hanno aspettato all’uscita da scuola e lo hanno picchiato a turno, incuranti delle grida e dei flebili tentativi di difesa del ragazzo. Alberto è accorso fuori e con alcuni docenti ha chiamato i carabinieri e il 118. L’intervento di alcuni genitori, allarmati dalle urla, ha impedito che gli aggressori scappassero.

Andrea è stato subito trasportato in ospedale, dove si trova da qualche giorno. Ha ripreso conoscenza, ha riportato contusioni ed ematomi, un occhio pestato e fatica a respirare, ma sorride. «Se la caverà, è forte e si rimetterà presto», dichiarano i medici. Alberto gli fa compagnia per tutto il tempo che può.

Tra lo shock dell’aggressione e l’inattesa constatazione, il padre di Andrea ha scelto di non esprimere giudizi. Suo figlio è vivo grazie all’amore. Che sia un maschio a donarglielo davvero non conta.

L’amore salva. L’amore è vita. E questo basta. Si augura lo capiscano anche gli aggressori. Andrea è già pronto a perdonarli.