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Poesia

Plastico mondo

di Susanna Maria de Candia

Radicata a Sud, tra mare e precarietà, tra bellezza e imperfezione. Vado alla continua ricerca di ciò che è bello e vero e della felicità che si può trovare insieme, perché è un cammino e il cammino è uno stile di vita. Credo negli incontri e ancor di più negli incroci. Preferisco le prospettive ribaltanti e ribaltate, la sintesi tra i contrasti e l’unione fra le contraddizioni.

Mi preoccupa
la plastica
nel cuore
tanto quanto
                       – almeno! –
quella che ingoiano
terra e mare.

Guerra:
linguaggio universale – mediatico e immediato –
altro che l’amore!

Competizione, frontiere,
comizi, economie,
paura e pregiudizi. In ogni dove.
Siamo magma incandescente
di rabbia imbarazzante,
immotivata, assai
demente.
Seguiamo pensieri devianti,
restiamo distanti dall’umanità. Tanto che conta?
E cade l’incanto
del canto del mondo.

Mi chiedo chi chiamo
per dire “ti amo”.
E spengo
lo schiamazzo
di questa società
sorda e assordante
che si grida
addosso e
non dà ascolto
e spara
indifferenza
e poi
chiede
clemenza
dentro lo smartphone
dentro la borsa.

E accendo
il desiderio
di un nuovo abbraccio – vero –
di un mondo
autentico,
meno automatico.
E sì, pure più empatico.
Forse è romantico. Così mi dico(no).