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Poesia

Irrituali auguri

di Vito Lorenzo Dioguardi

Poche cose su di me: mi chiamo Vito Lorenzo Dioguardi, sono nato a Foggia il 18 Novembre 1980, ho studiato a Bari, Roma e Macerata. Mi piacciono la poesia, i cani, la commedia all’italiana e il caffé.

Tra i papaveri e il fieno

del cristallino Benaco ritorna

e al ciliegio ora che sei donna

lunghissimo il dì che fosti nata.

 

Destinata alle spume tirrene

e allo spettacolo del firmamento

dal monte infantile dell’oracolo

chiedevi amore.

 

Io intanto m’ero ove si stanno l’anime prive di polpa

in attesa d’alito, poi tra le fulve spighe.

 

La giovinezza era una nenia omerica

ai tuoi talloni bianchi come giglio

che gioiva giocando con la sferica

corrente di che ogni vento è figlio.

 

Pure a me nella piana ove l’erica

è bottinata dall’ape e sotto al tiglio

scava un rifugio la formica, serica

la notte e le galassie eran consiglio.

 

Com’è la vita tanto imprevedibile,

splendido il Sol riscuote il suo vantaggio

se sul mal dei malvagi soffia il loto.

 

Che la clemenza del Bene sia invisibile

è privilegio del seme che a Maggio

mostra il terreno non così poi vuoto.

 

Quindi la valle buia e stretta molto

entrambi chiamò al nostro incontro

tanto ch’io come te ne fui sconvolto.

 

In tv Paolo piangeva muto contro

quel peregrino che si salva quasi

noi in quel dolce bacio che sembrò uno scontro.

 

Però che il cuore ubbidisce alla stasi

del brivido connesso al vero amore,

fu lì che a sé spaurò la lieta crasi?

 

La torta avanza: il mondo corre, cifre,

date, risi e risa, treni e gelosie.

 

Non sei bella come Venere,

non hai occhi da Atena o di Diana.

Eppure t’amo. Non credo nel dio Inguine,

credo che credere sia un gesto quotidiano.

 

Vuoi tu che io prevarichi, che insanguini

come in ogni millennio il maschio

d’ogni razza alla femmina che crede suo possesso?

Se un giorno crederai che felice

non sei se ti scintillo nelle iridi,

sii libera farfalla, racconterò

le ore insieme come un alto dono.

 

Se resti, senti le mie parole, ascolta il verso.

 

Più alto sarà il mare che attraverseremo

più saprò che i tuoi grandi cerchi sul viso

rifletteranno la festa che t’auguro.