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I racconti dello scontrino

Antropocene

di Simone Trivellini

Una vita eccezionale perché in medio stat virtus, laurea, lavoro, famiglia. Nascondo ombre, nel sottobosco criminale circola voce, che una volta ho fatto fuori un ferro da stiro, le prove sarebbero sulle mie camicie.


17:55 Una piccioncina niente male, inanellata alla caviglia, tuba col suo toro, cercano fettine di bovino per preparare uccelletti scappati. 18:00 Inizia la quotidiana transumanza in fila alla cassa: c'è chi potpotta per stabilire la precedenza, quelli dietro pensano alla maleducazione dei soliti extraumanitari. Rulli carichi scorrono, vigili fotocellule li dirigono, tintinnii e fruscii alimentano la spesa meccanica. Un allupato con la maglia di Totti, avvicina il polso con il chip al bancomat. Mentre paga contactless, ha un'ossessione d'amplesso, solleticata da una sbirciata su un sedere leopardato. 18:05 Appiccica il barattolo al naso una talpa in cerca di allergeni. È il primo a sentire le urla in mezzo al baccano. Ammutoliscono migrando: il lupacchiotto, la panterona, il toro, si accalcano in branco attratti dalle grida. Il più curioso è un orso irsuto con crema depilatoria tra le mani, ruglia e bruisce contro una vecchia pelle di tartaruga per farsi largo. Si è formato un cerchio attorno a una figura distesa. Pare che, per errore sto tizio, cercando un deodorante, si sia nebulizzato del flit sul muso. Rantola mentre ha spasmi muscolari e si gonfia fino a perdere conoscienza. 18:07 Galleggia tra la vita e la morte, conoscono il BLS? I voyeurs del macabro che lo circondano inerti sperano sia fortunato, ma questo lancio di dadi porta occhi di serpente. 18:15 Qualcuno gli estrae i documenti dalla tasca per identificarlo, sul permesso di soggiorno c'è scritto Gregor Tanza.