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I racconti dello scontrino

L'Ernesto

di Giulia Corrocher

Laureata in Lingue e scienze del linguaggio all'università Ca' Foscari di Venezia nel 2009. Nel 2011 si diploma in recitazione presso l'Accademia teatrale città di Trieste. Negli anni seguenti collabora come attrice col Teatro La Contrada di Trieste e come assistente alla regia col Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Nel 2017 frequenta il corso di specializzazione “L'attore per l'arte” presso l'Accademia Teatrale Veneta, volto alla creazione di spettacoli all'interno di musei e luoghi di interesse culturale. Dal 2018 lavora al suo progetto “Ovunque teatro”, creando spettacoli e mettendoli in scena in spazi non convenzionali.


La signora A., capelli bianchi, in pensione da una decina d'anni, praticava uno sport diffuso ma non ancora riconosciuto dal Coni: la marcia veloce nel supermercato. Il suo record fino a quel momento erano i cinque minuti dalla porta d'ingresso a quella d'uscita. Quel giorno doveva batterlo. Era arrivata sulla soglia del supermercato con l'insegna rossa alle nove spaccate. Controllò che tutto fosse a posto, guardò l'orologio. Pronti, partenza, via. Si diresse alla pila di cestini verdi con le rotelline. Scartò i primi due, prese il terzo e partì. Prima tappa: il frigo. Prese due litri di latte e li pose nel cestino. Meno tre minuti. Poi si voltò e puntò dritta verso sud, direzione seconda corsia. Camminava a passi piccoli, veloci e regolari. Seconda tappa: la passata di pomodoro. Con un allungamento del braccio destro afferrò il vasetto, lo sistemò nel cestino e ripartì alla volta della terza tappa. La cassa. Meno due. Seduto alla cassa c'era l'Ernesto, capelli sale e pepe, occhi verdi e maglietta rossa. Le sorrise e passò i prodotti uno per uno. La signora A. pagò e mise il latte nel sacchetto. Afferrò la passata e guardò l'orologio. Meno uno. Aveva tutto il tempo di avviarsi all'uscita ed esultare. Sollevò quindi la passata, disegnando nell'aria un'iperbole che raggiunse il punto più alto. Fu in quel preciso istante, quando il suo sguardo incrociò gli occhi verdi di lui, che la mano le tremò. La passata cadde e si spaccò. “Pasta in bianco oggi”, esclamò l'Ernesto.