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I racconti dello scontrino

La scimmia

di Chiara Tarabotti

Laureata in Musicologia, ex docente presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, dal 2006 Chiara Tarabotti lavora professionalmente in campo teatrale come regista, assistente alla regia e drammaturga. Ha firmato regie di opere liriche e spettacoli di prosa di cui, spesso, è anche autrice. Ferrarese d'adozione ma milanese nel cuore, ama raccontare storie, aprire finestre e chiudere cerchi.


La grande porta automatica di vetro si aprì e lì davanti, come in attesa di qualcuno o qualcosa, c'era una scimmia. Claudia non aveva mai visto niente di simile, prima. Una volta era entrato un uomo con un boa a mo’ di cintura, ricordò, forse la scimmietta era sua. Avrebbe dovuto denunciarlo alla protezione animale o ai carabinieri. La signora B. faceva la volontaria al canile, avrebbe chiesto a lei. Nel frattempo, però, la porta a vetri non si era più aperta e la scimmia era ancora lì, senza padrone. Anzi, era proprio davanti a lei, con quegli occhi piccoli e furbi, che provava incuriosita a far funzionare gli accendini. Claudia non riuscì a trattenere un grido, misto di sorpresa e spavento. La scimmia, che non se l’aspettava, urlò a sua volta, strinse il pugno attorno all’accendino e riuscì a far partire la fiamma. Il lampo del fuoco la terrorizzò e, urlando, la scimmia corse via, lanciandosi nella galleria. La musica assordante e il tanfo che uscivano dal negozio di abbigliamento all’angolo la spinsero indietro, a ruzzolare contro l’espositore della libreria antistante. La scimmia allora prese i libri, uno ad uno, e iniziò a buttarli contro la vetrina del negozio, riuscendo ad incrinare il vetro. Non paga, scagliò anche l’espositore, che fece crollare a terra la parete trasparente con un grande schianto. Claudia si trovò improvvisamente a parteggiare per lei, la scimmia e, preso coraggio, richiamò la sua attenzione verso l’uscita. E questa, così come era venuta, se ne andò.